Russia, nuova stretta su Internet: a rischio Gmail e Skype. Obbligo di verifica per le notizie pubblicate sui blog

 

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Come la Turchia, peggio della Turchia. La Russia di Putin prende la strada del web control imponendo una liberticida, durissima stretta alla rete. Gmail, Skype e altri servizi di posta elettronica e messaggistica saranno inibiti dalle autorità russe qualora rifiutassero di conservare i dati dei loro utenti in server all'interno del territorio della Federazione Russa. Anche nel caso di Mosca, il provvedimento di censura della libertà dei nuovi media viene fatto cavillosamente passare all’interno di un "pacchetto di leggi anti-terrorismo", approvato ieri dalla Duma. Tra le altre cose, il documento equipara, di fatto, i blogger con almeno 3.000 utenti giornalieri ai mass media, inserendoli in un registro speciale. Uno scenario che può spiegare il senso delle dure parole di Pavel Durov, creatore del social network russo Vkontakte, obbligato ad abbandonare il sito: "La Russia al momento è incompatibile con Internet".
La nuova normativa, che modifica la legge sull'informazione, prevede che le società di comunicazione digitale mantengano per sei mesi tutte le informazioni dei messaggi degli utenti. I dati dovranno essere conservati fisicamente sul territorio russo, senza eccezioni: la legge vale per le compagnie straniere come Google, Facebook e Microsoft (proprietaria di Skype) che sono tenute ad avere server nel Paese, allo stesso modo delle russe Yandex, Mail.ru o Vkontakte.