Uomini, storie, futuro. Giacomo Matteotti, Giuseppe Saragat e Enrico Berlinguer: ricordiamo la scomparsa, che il caso ha voluto condensare in sole 24 ore di calendario, di tre figure dall’immensa forza evocativa per l’impegno rivolto alla libertà di opinione, di espressione e di stampa. Matteotti venne assassinato perché accusava il fascismo, con le sue leggi liberticide, di aver imbavagliato la stampa. Saragat è stato il solo giornalista professionista che, dopo aver dato vita a pubblicazioni antifasciste in clandestinità e inneggiato alla libertà di stampa, è poi diventato presidente della Repubblica. Berlinguer ha combattuto per il pluralismo dell’editoria e dell’emittenza e contro l’arroganza dei partiti sui mezzi di informazione. Prima di morire, lanciò il suo J’accuse: “I partiti hanno occupato lo Stato e tutte le istituzioni a partire dalle aziende pubbliche, gli istituti culturali, la Rai tv, i grandi giornali. Dobbiamo impedire che finisca così”.

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