Diversi giornalisti e attivisti per i diritti umani della Bulgaria hanno espresso il loro apprezzamento per l’Iniziativa Europea per il Pluralismo dei Media, lanciata da European Alternatives e da una coalizione di organizzazioni della società civile di tutta Europa, considerata come uno degli strumenti transnazionali più attesi in grado di incentivare, nell’ambito dell’UE, una sana competizione nel mercato interno dei servizi audiovisivi e di migliorare l’accesso all’informazione dei cittadini europei. Il 21 settembre scorso, Lorenzo Marsili, co-direttore di European Alternatives, Rosen Dimov, coordinatore nazionale del progetto “People, Power, Participation” e Asen Velichkov, Direttore Esecutivo del Centro per lo Sviluppo dei Media della Bulgaria, hanno raccolto tali apprezzamenti e risposto alle domande del pubblico che è accorso al Red House Centre di Sofia per partecipare all’evento.

Nel presentare le principali caratteristiche della proposta, portata avanti grazie allo strumento dell’Iniziativa dei Cittadini Europei, introdotto dal Trattato di Lisbona, gli organizzatori hanno messo l’accento sulla natura aperta, deliberativa e popolare della campagna per il pluralismo dei media. Il processo legislativo prenderà concretamente avvio una volta soddisfatti i requisiti, e secondo il regolamento entrato in vigore soltanto quest’anno, dell’Iniziativa dei Cittadini Europei (il numero di firme da raccogliere a livello comunitario e nei singoli stati membri): per quanto il ruolo della rappresentanza popolare sia stato rinforzato dalla nuova architettura legislativa triangolare (Comissione Europea – Parlamento Europeo – Consiglio Europeo), l’utima parola spetta alle istituzioni europee e non ai cittadini. Per assicurarsi che il risultato finale delle consultazioni con il pubblico risponda all’autentica e legittima volontà dei cittadini europei, European Alternatives e i suoi partner puntano alla mobilitazione di tutte le parti sociali: non sarà permessa quindi alcuna deviazione dalle linee guida stabilite in origine. Forte del controllo esercitato dal popolo e dalle organizzazioni dei cittadini di tutta l’Europa, lo strumento legislativo che potrà emergere da questo processo (probabilmente una nuova Direttiva) contribuirà a consolidare le fondamenta dell’Iniziativa Europea per il Pluralismo dei Media lanciata dalla coalizione.

Gli organizzatori hanno chiarito, inoltre, che nessun partito sarà autorizzato a trarre beneficio dall’Iniziativa. L’obiettivo è un’alleanza transnazionale e multipartitica: in quanto voce dei cittadini europei, il Parlamento Europeo dovrà fare pressione sulle altre istituzioni europee coinvolte nel processo legislativo affinché le istanze popolari siano seguite alla lettera. Inoltre, la grande quantità di opinioni espresse dai cittadini e dagli esperti finora coinvolti, permetterà di definire l’armonia del contenuto e gli aspetti procedurali della Direttiva che sarà sollecitata all’attraverso il percorso dell’Iniziativa dei Cittadini Europei. In ultima istanza, è evidente che la regolamentazione dei media a livello europeo costituisce un altro passaggio cruciale nel percorso dell’integrazione europea: poiché questa Iniziativa si basa sui pilastri della libera circolazione dei servizi nel mercato interno e del diritto fondamentale all’informazione, il suo successo è destinato a rappresentare un’evoluzione coerente della costruzione europea.