Intorno alle 4.30 del mattino le forze di polizia hanno circondato la sede dell’emittente pubbliga greca, la Ert, nella zona nord di Atene. 150 agenti in tenuta antisommossa hanno bloccato gli ingressi, impedendo di entrare persino a 10 deputati del partito d’opposizione Syriza. Sono state portate via o arrestate tutte le persone all’interno, che non hanno opposto resistenza, se non per qualche tafferuglio. In serata sono previste manifestazioni di sostegno agli operatori della Ert e contro la chiusura imposta dal governo tecnico di Antonis Samaras.

La cessazione dell’attività della televisione di Stato era stata decretata dal governo nello scorso Giugno. Rientrava nel piano di dismissioni del patrimonio pubblico di stretta sul pubblico impiego, tant’è che con lo spegnimento delle antenne della Ert circa 2600 lavoratori rimangono disoccupati. Proprio allora, convinti anche della volontà politica da parte del governo di manipolare l’informazione in tempo di crisi, decisero di occupare la sede dell’emittente e di continuare a lavorare, gratuitamente, per informare il popolo greco. Con scarso successo, il governo ha cercato di trasmettere da altre reti, così si è arrivati allo sgombero.

Ecco che cosa ha dichiarato Dimitri Deliolanes, corrispondente proprio dell’Ert dall’Italia: «dopo il pasticcio della chiusura imposta in fretta e furia dai memorandum della Troika – ci spiega Deliolanes – il governo sta provando a riaprire un’emittente di Stato che sia vicina all’esecutivo. Per farlo doveva spegnere la voce di Ert e dei suoi lavoratori, rientrando in possesso anche degli studi e delle attrezzature. In questi mesi nessuno ha tentato di trattare con chi stava autogestendo le trasmissioni, per difendere il proprio lavoro e il servizio pubblico, si è voluti arrivare al muro contro muro».

L’Iniziativa Europea per il Pluralismo dei Media invita tutti, anche in Grecia, a firmare l’Ice per richiedere all’Unione Europea una direttiva che tuteli tutte le voci dell’informazione, anche ad Atene.