L’AgCom, Autorità Garante delle Comunicazioni, sta per cambiare le regole sulla tassa che le emittenti televisive pagano allo Stato per l’uso delle frequenze.
Secondo la nuova legge, il canone sulle frequenze non sarà più a carico della casa madre ma ricadranno sugli operatori di rete quindi su Raiways per Rai e su Elettronica Industriale Towers per Mediaset.
E’ un cambiamento decisivo che comporta sconti milionari ai colossi della televisione nazionale.
Prima della nuova disciplina, l’AgCom chiedeva l’1% del fatturato agli editori nazionali mentre quelli locali dovevano un importo fisso di 17.776 euro.
Da oggi saranno proprio gli editori minori a pagare le conseguenze di questa modifica, in quanto verseranno il contributo in base al loro bacino d’utenza e non saranno più esenti dall’imposta.
Se la norma verrà attuata sarà un duro colpo per l’informazione in Italia. L’inasprimento fiscale che ricadrà sull’emittenza meno forte aggraverà il fenomeno del mediacidio, che vede ridurre drasticamente gli spazi di informazione.
Il mediacidio non è solo una preoccupazione di settore: mantenere alto il pluralismo dei media è nell’interesse di ciascun cittadino e in quello della democrazia.
Proviamo a rispondere a questo nuovo attacco al pluralismo dei media con la raccolta di un milione di firme.