Siamo felici di iniziare questo 2014 con una nuova fase per la nostra campagna, un nuovo sito web che renderà ancora più facile firmare e tanti nuovi partner in tutta Europa.

Ad uno sguardo sommario, il 2013 può apparire come un anno di relativa calma, in cui i magnati dei media non hanno fatto i titoloni dei giornali come negli anni precedenti.

L’ungherese Orban ha visto diminuire il suo consenso e ha adottato un atteggiamento apparentemente più prudente e moderato.

Il partito di Silvio Berlusconi ha lasciato il governo in Italia e lui è stato finalmente condannato per le sue malefatte come Presidente di Mediaset. Tuttavia, c'è poco da festeggiare. Sia Berlusconi che Orban sono riusciti a cambiare il panorama dei media nei loro paesi, e nulla è stato fatto per cambiare ancora. Hanno dato il cattivo esempio anche ad altri: in Romania, insulti ai politici e diffamazione sono diventati reali penalmente punibili dopo un voto del Parlamento. In Bulgaria, Delyan Peevski detiene ancora più potere di chiunque altro grazie al suo controllo sui media.

Mentre i gravi problemi di concentrazione dei media influenzano ancora e sempre la politica, nuove minacce alla libertà di espressione provengono dall’uso distorto della tecnologia digitale. Nel 2013 abbiamo scoperto che persino il telefono di Angela Merkel è stato ascoltato, che le aziende di big data quali Facebook e Google leggono e memorizzano tutte le nostre informazioni personali per condividerle con le autorità pubbliche ogni volta che ne ricevono richiesta, inchinandosi anche alle pretese di regimi totalitari come la Cina.

In tutta Europa il pluralismo è minacciato anche dalla continua chiusura di giornali, radio e canali televisivi. Ciò include il settore dell’emittenza pubblica, come i casi della Tv greca e del canale di informazione pubblica di Valencia hanno dimostrato. A peggiorare la situazione, coloro che lavorano nel settore dei media stanno vivendo in condizioni di lavoro sempre più precarie. Giornalisti i cui posti di lavoro sono sottoposti a una minaccia continua, sono indotti ad accettare compromessi che li mettono al riparo da attività scomode per gli editori, come il giornalismo di inchiesta e investigativo, che in effetti sta scomparendo.

L'Iniziativa europea per pluralismo dei media stimola le istituzioni europee a prendere una posizione forte contro queste minacce per fissare più alti standard di pluralismo per i media e la libertà di espressione, uguali in tutta l'UE. L’obiettivo che ci siamo dati, un milione di firme, è impegnativo. Noi possiamo raggiungere questo obiettivo solo se tutti in Europa assumiamo il tema della libertà di stampa come diritto prioritario da difendere, dedichiamo un minuto alla firma di questa iniziativa fa e chiediamo ad altri di fare lo stesso. Le grandi sfide portano grandi soddisfazioni.

Il 2014 sarà un anno cruciale per l'Europa. Con le forze dell’estrema destra xenofobe in corsa per aumentare la loro presenza nel Parlamento europeo, sarà fondamentale saper dare una risposta partecipata da tutti i cittadini che esigono maggiore democrazia, trasparenza e libertà.

Adesso sta a ciascuno di voi rendere tutto questo possibile.

 

Firma e fai firmare,

 

Alessandro Valera,

European Initiative for Media Pluralism